Escursione all’Acropoli di Alatri, Frosinone

Il termine Acropoli, deriva dal greco “akros” e “polis”, indica la parte più alta della città, situata su di un’altura per motivi difensivi era consona a ospitare la residenza del re, col tempo questo luogo venne adibito a zona di culto religioso con la costruzione di templi e luoghi di riunione per il popolo.

Nella località di Civita sul colle dove sorge la città (502 metri s.l.m.) una struttura poligonale di mura si erige mastodonticamente sul paesaggio, l’Acropoli di Alatri. La storicizzazione della struttura propende per una datazione del IV°- III° sec. a.C. con un sistema di costruzione a basamento trapezoidale su di un’area di 19.000 metri quadrati, in cui le mura di megaliti poliformici sono letteralmente incastrate senza l’utilizzo di calce.

Il complesso architettonico presenta due porte di entrata, dove il rapporto tra altezza e base è coincidente con la sezione aurea. La Porta dell’Aeropago rivolta a sud, ha un architrave dal peso stimato di 27 tonnellate, alta 4,5 metri e larga 2,7 m. Il corridoio che segue l’entrata alla porta è lungo 11 metri ed era adibito a porta d’entrata della città.

La Porta dei Falli invece collocata a nord prende il nome dall’incisione scultorea di tre falli sopra la porta stessa come simbolo di fertilità e di buon auspicio ai passanti, ha dimensioni molto più piccole e dirige il cammino lungo il pendio che costeggia il lato nord in cui Lucio Betilieno Varo, nella seconda metà del II secolo a.C. fece costruire un portico a colonnata per collegare l’acropoli al foro cittadino.

Questa località ha la capacità di riuscire ad unire la radiosità di una civiltà di cui ne siamo eredi e lo splendore di una terra in cui viviamo.

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